Favole per burattini


                                    LA RANA, L'ASINO E IL PESCE PALLA

In uno stagno viveva una rana di nome Mario, presentatore e grande capo dei cantori di tutto il regno dei ranocchi.
Egli, un giorno, dovette lasciare il villaggio per recarsi da Orchidea, sua cara amica, e incaricò Bob, fidato ma ingenuo pesce palla, di prendersi cura del suo regno: "Pochi giorni e sarò di ritorno” pensò Mario. 
Così disse: "Caro Bob, ho un importante compito da affidarti, io sono in partenza, fino al mio rientro dovrai prenderti cura del regno e di tutti i ranocchi. In caso di emergenza, attiva subito il nostro corpo di sicurezza, loro sanno cosa fare. Fai particolare attenzione ai vagabondi ed ai pirati, cercheranno di intrufolarsi. Occhi ben aperti, mi raccomando, conto su di te!”.
Bob sgranò gli occhi e allargò le braccia e rispose: "Oh là, là , sono felice di servire il Gran Capo, puoi fidarti di me, avrò occhi grandi e grandi orecchie! Io sono Bob, nulla mi sfuggirà !”.  E se ne andò cantando.
Fizzetto, mulo pirata, non perse occasione e, saputo dell’assenza di Mario, con astuzia e finta cortesia, ammaliò Bob con i suoi IH-HO; si presentò con aria di buon mulo e disse: "HI-HO! Buongiorno Signor Pesce Palla, HI-HO mi trovo a passare di qua. Avete un gran bel villaggio, HI-HO… vorrei gentilmente chiedervi di poter, IH HO, attraversare il vostro stagno con la mia piccola barchetta e qualche compagno di avventura. 
 Bob pensieroso, rispose: “Mmm, non è consentito. Lo stagno è riservato solo al villaggio, nessuno può passare".
Fizzetto: “Un vero peccato, ih-ho, devo  organizzare un grande concerto oltre la palude e mi avrebbe davvero fatto comodo accelerare un po’ il viaggio.  Inviti, orchestra, strumenti, un sacco di cose da fare... ma ne varrà la pena, SARA’ DAVVERO UN CONCERTO DA RICORDARE!!!".
Bob, con gran curiosità, replicò: “Un concertoooo? Dove, e quando? Noi siamo grandi cantori, i più bravi,  e  potremmo darvi una mano... il cra-cra col vostro IH-Ho suonano bene insieme ed io dirigerò l’orchestra! Cosa ne dici di stringerci la mano?”.
E proseguì: “Potrei fare uno strappo alla regola. Tu e la tua ciurma potreste attraversare lo stagno e noi accompagnarvi con il nostro coro. Il Gran Capo sarà orgoglioso!”.
Fizzetto: “Cosa sentono le mie lunghe orecchie!! Rane che cantano con asini?”.
E intanto tra sé e sé se la rideva, e proseguì: “Bé, perché no ? Si può provare !”.
I due strinsero il patto, ma Fizzetto aveva ben altre intenzioni ed una volta entrato nel villaggio, insieme ai suoi pirati, sfoderò le armi e con un sorriso furbo disse: “Stolto di un pesce palla, ora il regno è mio, potete anche cantare IH IH IH IH”.
Al ritorno, Mario non credette a quel che vide: rane e ranocchi sottomessi al servizio di Fizzetto. Mario, tra una lacrima e l’altra, si disperava: "Testa di un pesce palla, cosa hai combinato? Non è un gran concerto, è un gran disastro !!!!!!”.

topogigia
 
BUBLO E RINGHIO
 
Un giorno, un cane randagio stava camminando in un bosco quando vide un lupo e pensò tra sé e sé: "M par quiet e simpatic".
Il cane si avvicinò e disse: "Cia, m com t chiamm?", il lupo rispose: "Mi chiamo Bublo e tu chi sei?". Il cane rispose: "Ringhio".
Rimasero a parlare fino a tardi, dopo, il lupo se ne andò dicendo: "Tornerò domani, tu fatti trovare qui ".
Il giorno seguente, Ringhio aspettó il lupo dove gli aveva detto, ma improvvisamente si trovò circondato da un branco di lupi guidati proprio da Bublo.
Il cane cercò di ribellarsi e di combattere, ma ovviamente non riuscì a vincere contro tutti quei lupi, e mentre veniva sbranato pensò: "M song sbagliat, pensav che er tranquil e simpatic, invec è com e tt i lup".
albysuperstar

IL SALMONE E IL LUPO
Un salmone, per sua disgrazia, strinse amicizia con un lupo.  Questo, che nutriva cattive intenzioni nei suoi riguardi, un giorno andò ad abbeverarsi ad un ruscello, dove incontrò il salmone che nuotava controcorrente e gli disse: "Perché, amico, non vieni qui a nuotare dove l' acqua è meno torbida?".
Il salmone gli rispose: "Forse hai ragione, meglio prendersi una pausa dalla risalita, perché sono molto stanco!".
Il salmone si fermò e approfittò per scambiare due parole con l' amico lupo e gli disse: "Ehi lupo, perché non ti tuffi in acqua con me visto che fa tanto caldo?".
Il lupo, non sapendo nuotare e volendo approfittare della sua pausa per mangiarselo, gli rispose: "No, grazie amico mio, a me l' acqua non fa bene, è per il pelo, si rovina, quindi avvicinati tu, tanto sono innocuo!".
Il salmone convinto si avvicinò, ma appena si trovò lì accanto al lupo, questi fece un balzo e lo sbranò in un baleno.
Questa favola ci insegna che a volte è meglio restare soli, piuttosto che fidarsi di brutte compagnie!
virgolapazzoide
  IL LUPO PRESUNTUOSO

Un lupo e due suoi compagni si addentrarono in un bosco per andare a caccia. I tre si erano appostati dietro ad un cespuglio, ma il lupo, presuntuoso, credendo di essere il cacciatore migliore e volendo prendere più prede per sé, mentì agli amici dicendo: “Non sto molto bene, vado un po’ a rilassarmi ……” detto questo, fece finta di andare a riposarsi, mentre aveva, per l'appunto, tutt’altra intenzione. Dopo diverse ore di ricerca, vide un agnello che, assetato, si stava abbeverando ad un ruscello. Il lupo, troppo eccitato, nel balzare addosso alla preda non si accorse di una trappola e vicadde dentro. Poco dopo arrivarono i suoi compari che, vedendolo in quelle condizioni, lo aiutarono immediatamente. Il lupo ringraziò e disse: “Vi prego, perdonatemi per il mio egoismo e la mia presunzione". I compagni gli risposero in coro: "Ti perdoniamo, ma ricorda: “Chi troppo vuole nulla stringe”.
agente 007
 


I SALMONI, IL PESCE PALLA E IL LUPO
Un gruppo di salmoni, per sentirsi più forti, si muovevano in banchi: in questo modo sembravano più grossi e tutti i pesci, compreso un pesce palla, avevano paura di loro.
Ad un certo punto i salmoni videro il pesce palla tutto solo e si dissero: "Dai, adesso a quel pesce gli facciamo delle belle feste!”
Il pesce palla tutto impaurito disse: "O mamma, che paura questi pescioni,meglio scappare!”.
I salmoni persero il pesce e per ritrovarlo si divisero.
Da quelle parti c'era un lupo che stava cercando cibo: ad un tratto vide tra le acque un salmone indifeso e disse: "Hum, che buon pesce, proprio quello che cercavo”.
Il lupo, con una zampata, acchiappò il salmone e se lo mangiò.
Chi la fa, l'aspetti.
bernunzio

LA FAVOLA DEI SALMONI CURIOSI
Un giorno un salmone curioso di viaggiare per il mondo incontrò un altro salmone e gli chiese: "Bella zio, vuoi venire con me ad esplorare il mondo, spacchiamo un botto insieme!". L’altro gli rispose: “Sei pazzo, là fuori?! No, no, ho paura del mondo esterno!”. Il primo salmone subito contraddisse: “Oh, ma ci sei, cosa vuoi che succeda!”. E l’altro: “Esser mangiato … da uno squalo?!”. Andarono avanti così finché il secondo salmone non si decise a dire di sì.


Così esplorarono il mondo finché non incontrarono uno squalo affamato. Lui voleva mangiare quei due avventurieri e disse loro: "Ciao, piacere di conoscervi, volete venire a casa mia ad assaggiare delle alghe che ho colto personalmente questa mattina?".
Quei due, bisbigliando, si dissero: “Ehi fratello, quello ci vuole divorare!” e così concordarono  di svignarsela. Poi gli dissero: “Abbiamo già un impegno, sarà per un altro giorno”. Lo squalo ormai affamato gridò: “Adesso basta, ho fame e voi siete il mio pranzo”.
I salmoni lo confusero nella loro fuga e riuscirono a scappare. Esclamarono contenti: “Prepotente di uno squalo, ti abbiamo beffato. Siamo più forti di te!”. E gridarono insieme: "L’unione fa la forza!!!!!!".
legolas





IL LUPO, IL CANE E IL CAVALLO
C’erano una volta in un bosco un cavallo molto saggio, un lupo molto antipatico e un cane solitario, che aveva come amico il lupo.
Un giorno il lupo pensò di fare uno scherzo al cavallo.
Chiamò il cane e gli disse:<<Facciamo uno scherzo a quel tardone del cavallo>> e il cane rispose: <<Sì, dai, ci sto, vediamo come se la cava!>> e così si misero a pensare.
Dopo un quarto d’ora, decisero che avrebbero scavato una buca, l’avrebbero coperta con una rete e avrebbero messo sopra un po’ di foglie e terra.
All’alba, il lupo e il cane scavarono la buca sulla strada dove di solito il cavallo andava a prendere il cibo.
Al mattino, il cavallo si incamminò per quella strada, ignaro di del pericolo che correva.
Quando passò sopra la rete, cadde nella buca e si ruppe una zampa.
Subito il cane e il lupo andarono a vedere e ridendo dissero: <<Ci sei cascato, ci sei cascato!>>.
I due teppisti decisero di fare scherzi al cavallo per tutto il mese.
Durante l’ennesimo scherzo, passò di la mamma del lupo e, mentre stava raccogliendo dei frutti, sentì la voce del cavallo che, lamentandosi, disse: <<Vostro figlio e il suo amico sono due disgraziati, sono settimane che mi fanno scherzi!>>. Alla fine del riepilogo degli sfortunati eventi, la mamma del lupo decise che tutti gli scherzi subiti dal cavallo avrebbero ora dovuto avere per vittime il figlio ed il suo amico.
Passato il mese, il lupo tornò a casa e sua madre gli diede una brutta punizione: non lo fece uscire per un anno.
In quanto al cane, era talmente conciato che ci vollero tre mesi per guarire.
Chi semina vento raccoglie tempesta.
rio


LA GARA DI SALTI
Un giorno un salmone dalle squame lucenti andava in giro per il fiume vantandosi della sua bravura nei salti:
"In tutto il fiume non c’è alcun saltatore migliore di me".
Una rana, che passava di lì per caso, ascoltò il salmone vantarsi. Accortosi della rana, il salmone le propose una gara:
"Tu, rospetto, pensi di essere tanto abile nei salti? Prova a misurarti con me!".
Il salmone iniziò a ridere spavaldamente e disse tra sè e sè:
"Questa piccola creatura crede di poter competere con il re del fiume? La sfiderò oggi stesso, proprio qui".
Stabilirono di arrivare ad un ponte che attraversava il fiume. Al via partirono e il pesce si ritrovò subito in vantaggio:
"Sono senza dubbio il migliore salmone del fiume e nessuno può battermi".
Mentre saltava, volteggiava per mostrare a tutti la sua bravura, non si accorse della vicinanza al ponte contro cui, a forza di saltare tanto in alto, avrebbe potuto andare a sbattere.
La rana per cercare di evitare lo schianto gli urlò:
"FAI ATTENZIONE AL PONTE!"
Ma il salmone, troppo preso dalla sua esibizione, non le diede retta e come previsto si schianto e morì.
CHI DI SPADA FERISCE DI SPADA PERISCE.
raror 


C'era una volta un pesce palla che stava nuotando  verso casa. Incontrò un granchio molto triste e gli disse:
"Io sono un pesce palla molto intelligente e tu sei un granchi molto asino! Difatti io ho il cervello molto grande e la testa piccola, tu invece hai il cervello piccolo e la testa grande!"
Il granchio si mise a piangere senza tregua!
Qualche giorno dopo il granchio vide un salmone molto stupido e poco dopo una rana   molto intelligente. Il granchio pensò che il salmone aveva la testa piccola e dunque il cervello piccolo, mentre la rana aveva la testa grande e quindi il cervello grande.
Il granchio  capì che tutto quello che aveva detto il pesce palla era falso. Per ripicca decise di fare una festa, invitò tutti gli animali del luogo tranne il pesce palla saputello.
Tutti i pesci si divertirono e il pesce palla si pentì delle sue bugie.
La favola insegna che la superbia, a lungo andare è mal ricambiata.
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                                                  PER AMORE DI UNA MUCCA
In una fattoria vivevano quattro animali: la mucca Lollina, il cane Ringhio, il lupo Bublo e l'asino Frizzetto.
Ringhio, Bublo e Frizzetto amavano Lollina e dicevano:
<<Nessun animale e' piu' bello di lei!>>.
Il cane RInghio sosteneva convinto:
<<Lollina deve scegliere me perché con la mia forza posso difenderla da chiunque voglia farle del male!>>.
Ribatteva l'asino Frizetto: <<Sceglierà sicuramente me perchè sono agile e le procurerò il cibo!>>.
I due pretendenti incominciarono a litigare.
Alla fine il lupo Bublo, piu' astuto e simpatico di tutti, con le sue battute spiritose concluse: <<Tra i due litiganti il terzo gode!>>.
Conquistò cosi' l'amore della mucca Lollina e insieme si fecero una grossa risata.
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UN GRANCHIETTO DISOBBEDIENTE
Un granchietto, un giorno, si stufò di cacciare di notte e, disobbedendo a mamma granchio, una mattina se ne partì per la spiaggia a cercare del cibo. Quando arrivò, un cane che stava giocando a riportare gli oggetti al suo padrone, si accorse della presenza del granchietto e pensò:               


Così si mise a giocare con lui, strattonandolo di qua e di là.

Stava per portare al padrone il granchietto che aveva in bocca, quando mamma granchio accortasi della cosa, urlò:

"Lascia andare mio figlio!" e andò a pizzicare il naso del cane facendogli mollare la presa.


Ritornati a casa, il granchietto disse a sua madre:


"Sbagliando s'impara”.



                                                                                                                               s.o.s.


 IL PESCE PALLA ED IL GRANCHIO
In una giornata d’inizio autunno, nel freddo dei paesi nord, un granchio stava bagnando le sue alghe e intanto ripeteva fra sé e sé: "Se ora accumulerò provviste, quando il mare diventerà una lastra di ghiaccio, io sarò nella mia tana al calduccio”.
Intanto, un pesce palla stava allenando i suoi aculei. 
Il tempo passò e il mare si ghiacciò. Il pesce palla, che aveva perso tempo, andò a chiedere cibo al granchio. Gli rispose il granchio: "Perché durante l’autunno non hai raccolto provviste anche tu?”, il pesce palla rispose: ”Non ne avevo il tempo , dovevo
esercitare i miei aculei”.
Il granchio si mise a ridere e gli disse: "E allora continua a farlo!”.
Il pesce palla se ne andò, confermando il proverbio: "Chi risparmia oggi, domani molto avrà!”.

                                                                                                                                  tita
  
LA TIGRE E LE RANE

L'ultimo giorno d'estate, due rane stavano versando nei secchi le ultime gocce d'acqua di una fontana e raccoglievano le poche bacche rimaste, ormai introvabili a causa del caldo.

Passando di lì, una tigre che per tutta l' estate non aveva fatto altro che pensare a sé, domandò: “ Scusate ranocchie, posso avere un po' di acqua e delle bacche?".

E le rane:

“No, mi dispiace. Ti abbiamo visto, per tutto questo tempo, anche se sapevi che l'acqua scarseggiava e l' estate si “allontanava”,non hai fatto altro che ballare, cantare, pettinarti i capelli...e adesso patisci la sete!”.

E così la tigre tornò nella sua casa ansimando:

“Forse, le rane hanno ragione, avrei dovuto rimboccarmi le maniche e rendermi conto che l' estate finiva invece che oziare...”.



                                                                                                                                puty


IL LUPO AFFAMATO

C’era una volta un lupo che stava passeggiando per trovare qualcosa da mettere sotto i denti quando vide un asino che si stava abbeverando al fiume e disse:
"Finalmente qualcosa da mangiare e credo che sia anche molto molto buono".
Di nascosto si mise dietro all’asino, pronto a saltargli adosso per pappaserlo, ma un salmone che stava nuotando da quelle parti disse:
"Attento ASINO, il lupo è dietro di te!". Il salmone con un colo di coda schizzò dell’acqua in faccia al lupo e il lupo disse:
"AIUTO!! Acqua! Aiuto!!!". E se ne scappò via. L’asino disse: "Grazie mille signor salmone".
"Niente di che, la prossima volta, se dovessi trovarmi in pericolo, ti chiederò di ricambiare il favore".
Venne un goirno che il lupo, ancora affamato, decise di catturare il salmone e aspettando… aspettando...ciaf! prese subito al volo il povero salmone. Dato che l’asino passava di lì, il salmone cominciò ad urlare: "ASINO!! Aiutami, ti prego, anch'io ti ho aiutato, adesso tu aiutami ti prego!!!". L’asino guardò la scena, ma rimase completamente indifferente e  il salmone morì fra le fauci del lupo.
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                                                        IL LUPO E LA MUCCA

Un giorno, un lupo molto affamato incontrò al ruscello una mucca: la osservò bene e cercò una scusa per mangiarsela. Decise di diventare suo amico per trarla in inganno.La mucca, che non sapeva di come va il mondo, era lì tranquilla ad abbeverarsi. Il lupo le chiese: "Ti va di venire con me a fare un giro nel bosco?" la mucca gli rispose: "Certamente". Passarono tutto i pomeriggio insieme poi, alla fine, la mucca disse al lupo: "Domani potremmo uscire ancora" e il lupo rispose "Ovvio, a domani". Il giorno dopo il lupo era sempre di più affamato e impaziente di mangiare la mucca. Cercò delle scuse per attaccar briga: "Ieri mi hanno detto che quando sei andata via hai sparlato di me", la mucca, tutta preoccupata, rispose "Ma no io non potrei mai fare una cosa del genere". Il lupo impaziente non la fece finire di parlare: "Non mi importa, io ho fame e tu qualcosa di sicuro mi hai fatto" e se la mangiò in un boccone. La favola insegna che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio".
puffetta

 L'ASINO BURLONE
Fizzetto, l'asino pirata, si travestì da tigre per fare uno scherzo. Tutti i suoi vicini, pensando che si fosse appena trasferito, chiedevano: “Come ti chiami?”.
Fizzetto, allora, non sapendo come rispondere faceva finta di niente e non rispondeva.
Passo di lì Zio Lupo che continuò a chiedergli: "Come ti chiami?... allora me lo vuoi dire?!”.
Insistette così tanto che alla fine Fizzetto cedette e si tolse il travestimento. La gente se ne accorse e gli corse addosso accoppandolo di botte. Lo picchiarono così tanto che se ne tornò a casa malconcio e si chiuse dentro più per cinque mesi.
Quando guarì, Zio Lupo lo andò a trovare e gli disse: "Chi la fa, l'aspetti".
zoni 

ORCHIDEA E QUATTROCCHI
Nel paese di Ranocchiolandia, vivevano due rane, Orchidea e Quattrocchi, due migliori amiche. Un giorno Orchidea invitò la sua amica ad una festa a casa sua: patatine, mosche e cioccolatini erano sparse dappertutto, nei cassetti, negli armadi e anche nella lavastoviglie! Orchidea si mise a ballare e Quattrocchi a cantare… alla fine della festa Orchidea era pallidissima e disse – aiutami, ho mal di pancia e non riesco più a ballare!-  -non preoccuparti è normale, dopo tutti questi dolcetti è ovvio che ti venga mal di pancia!- disse Quattrocchi. - Questo lo so, ma quello che non so è perché ne ho così tanto da non riuscire a ballare! -. Quattrocchi era troppo concentrata su di sé per occuparsi della sua amica che continuava a chiederle aiuto, ma lei non sentiva tanto che alla fine se ne andò lasciandola lì in preda ai crampi.
Non sempre è vero il detto "gli amici si vedono al momento del bisogno". 

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IL CAVALLO TRAVESTITO DA LEONE 
Stella era una giovane cavalla che aveva come amichetta una piccola ranocchia, molto vanitosa, di nome Orchidea.
Un giorno, mentre giocavano con la loro pallina di spugna rossa, videro un cavallino molto carino che cercava di travestirsi da leone, sforzandosi di avere un'aria feroce.
Si guardarono a vicenda incuriosite e gli si avvicinarono chiedendogli: "Perchè ti stai travestendo da leone?". Lui non rispose.
Dopo un po', gli animali della fattoria cominciarono a gridare: "Aiuto, aiuto, un le...le...leoneeeeee, aiutateci".
Stella e Orchidea capirono che si trattava dello scherzo del cavallino, così decisero di rivelare ciò che avevano visto ai loro amici della fattaria. Questi, infuriati, rincorsero il cavallino, gli strapparono il costume e lo cacciarono via, in un luogo dove non c'erano né acqua e né cibo.
Chi la fa, l'aspetti.
         valeryshow


  IL PESCE E LA RANA
Un pesce stava sguazzando in uno stagno e mentre saltava e giocherellava, un cane dispettoso lo vide e disse: "Adesso ti sistemo io" e lo acchiappò con una zampa. Il pesce poverino cominciò a urlare: "Aiuto, aiuto!". Una rana, sentendo il pesce urlare, si avvicinò: "Non preuccuparti, adesso ti salvo io" e cominciò a saltare sopra il cane finchè questo non lasciò il pesce. Il cane, stufo e irritato, si girò e cercò di acchiappare anche la rana: "Adesso sistemo anche te" ma lei, astuta, saltò subito nello stagno. Il pesce ringraziò la rana: "Grazie mille, mi hai salvato la vita. Se non ci fossi stata tu chissà che fine avrei fatto". 
"Figurati" disse la rana "ho fatto quello che avresti fatto anche tu" e da quel giorno divennero grandi amici.
alex



 DEL SENNO DI POI SON PIENE LE FOSSE
Una mucca commerciante vendeva oggetti nel suo negozio di chincaglierie. Un giorno arrivò una cavalla che le disse: "Che lavoro patetico che fai, cercatene un altro," poi, per dimostrarle di essere  più ricca e superiore, comprò qualunque qualcosa, anche una statuetta di cristallo di dubbio gusto.
Arrivato a casa, la cavalla pose la sua statuetta sul comodino, appoggiandola, però, colpì una mensola e le staccò la testa. Suo marito l'asino le disse: "Col senno di poi non l'avresti mai comprata."


lassy




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